Come parte di Settimana del volontariato, Abbiamo creato una serie di contenuti, sia sul nostro sito web che sui canali social, per mettere in evidenza l'incredibile lavoro svolto dai nostri volontari, passati e presenti, a supporto di Ring20 Research & Support.
Nell'ambito del post di oggi, abbiamo intervistato Kallif, uno dei nostri volontari di più lunga data, che ha dedicato molti anni al volontariato ricoprendo diversi ruoli a supporto sia dell'organizzazione benefica che delle famiglie con cui collaboriamo.

Qual è il tuo ruolo di volontaria presso Ring20 Research & Support e da quanto tempo collabori come volontaria per questa organizzazione benefica?
Ho fatto volontariato per diversi anni presso l'organizzazione benefica Ring20, supportando sia iniziative di raccolta fondi che progetti rivolti alle famiglie.
Il mio ruolo ha incluso l'organizzazione di eventi di raccolta fondi, il supporto alla partecipazione alla ricerca, la sensibilizzazione sulla sindrome di Ring20 e l'aiuto alle famiglie affinché si sentissero unite e supportate. Ho anche contribuito all'organizzazione di sessioni di supporto psicologico per le famiglie colpite dalla sindrome di Ring20, un'esperienza che ha rappresentato una parte significativa del mio volontariato.
Parallelamente a ciò, mi sto attualmente formando per diventare coach e mi piacerebbe continuare a sviluppare questo ruolo all'interno di Ring20, supportando individui e famiglie attraverso il coaching e iniziative incentrate sul benessere.
Qual è la ragione che ti ha spinto a fare volontariato presso Ring20 Research & Support e quali sono i motivi?
Ho conosciuto Ring20 per la prima volta mentre studiavo Neurologia e Psicologia e cercavo opportunità per applicare le mie competenze accademiche in modo significativo. Dopo aver approfondito la conoscenza della sindrome di Ring20 e delle difficoltà affrontate dalle famiglie colpite, ho capito quanto fosse importante il lavoro di questa associazione benefica.
La rarità di questa condizione fa sì che molte famiglie si sentano isolate, a causa della scarsa consapevolezza pubblica e, storicamente, della limitata comprensione clinica in merito alla diagnosi e al trattamento. Volevo contribuire a cambiare questa situazione, aiutando a diffondere la conoscenza della malattia, supportando le famiglie e partecipando alle attività di raccolta fondi e di ricerca.
Sono stata attratta anche dalla passione e dalla determinazione dell'organizzazione benefica stessa. Mi è sembrata un'opportunità per far parte di qualcosa di veramente importante e per contribuire a creare un cambiamento positivo per le famiglie che convivono con malattie rare.
In che modo il volontariato presso l'organizzazione benefica ti ha apportato benefici personali?
Il volontariato presso Ring20 ha avuto un impatto enorme sulla mia crescita personale e sulla mia autostima. In passato ero piuttosto timido e mi mancava la sicurezza nel parlare in pubblico o nel guidare progetti, ma il volontariato mi ha spinto fuori dalla mia zona di comfort e mi ha aiutato a sviluppare capacità di comunicazione, lavoro di squadra, organizzazione e leadership.
Uno dei risultati di cui vado più fiero è stato aver contribuito all'organizzazione di eventi di raccolta fondi, tra cui un quiz online durante la pandemia che ha permesso di raccogliere circa 1.500 sterline per l'ente benefico. Esperienze come questa mi hanno insegnato quanto si possa ottenere quando i volontari lavorano insieme per un obiettivo comune.
Questo ruolo ha inoltre approfondito la mia comprensione dell'empatia, della resilienza e dell'importanza del supporto della comunità. Incontrare le famiglie colpite da Ring20 e ascoltare le loro esperienze è stato incredibilmente stimolante e mi ha motivato a continuare ad aiutare gli altri sia attraverso il volontariato che attraverso il coaching.

Perché altri dovrebbero prendere in considerazione l'idea di fare volontariato presso quest'organizzazione benefica?
Fare volontariato presso Ring20 offre alle persone l'opportunità di fare davvero la differenza nella vita delle famiglie colpite da una malattia rara. Che si tratti di competenze professionali, idee per la raccolta fondi, talenti creativi o semplicemente del desiderio di aiutare, ogni contributo è importante.
L'organizzazione benefica crea un ambiente solidale e accogliente in cui i volontari possono crescere a livello personale e professionale, partecipando al contempo a qualcosa di significativo. Il volontariato può accrescere la fiducia in se stessi, migliorare le capacità comunicative, creare amicizie e aprire nuove opportunità, il tutto sostenendo una causa importante.
Soprattutto, ci ricorda che anche le piccole azioni possono avere un impatto duraturo sulla vita degli altri.
Se doveste descrivere l'organizzazione benefica con una sola parola, quale sarebbe?
Stimolante!
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